Progetto
Quattro birre, quattro creature rampanti: un sistema di etichette che fa riconoscere il marchio e distinguere la referenza.
Birra Amiata: un bestiario araldico sullo scaffale

- Ambito
- Identità
- Anno
- 2018
Birra Amiata produce birra artigianale non pastorizzata e non microfiltrata ad Arcidosso, in provincia di Grosseto. Il territorio è quello del Monte Amiata e della Maremma, e finisce dentro le birre: la farina e il miele di castagne, il frumento, i luppoli.
Uno scaffale di birre artigianali è affollato, e la decisione dura un secondo. In quel secondo l'etichetta deve fare due lavori insieme, e sono in tensione tra loro. Far riconoscere il marchio, e distinguere quella birra dalle altre dello stesso marchio.
La struttura etichetta non si muove. Cambiano la creatura e il colore.


Malìa, Macchiaiola, Marronbona, Maremmamara. Tutti i nomi cominciano per M, e non è un vezzo. È il primo livello del sistema: prima ancora di guardare l'etichetta, il nome dice che quella birra appartiene alla stessa famiglia. Sono nomi che vengono dal territorio e dalla lingua, la macchia mediterranea, il marrone della castagna, la Maremma amara. Il progetto grafico parte da qui.
Ogni birra ha la sua creatura, e ogni creatura sta in posizione rampante, come in uno stemma. Il riferimento è araldico, e porta con sé quello che l'araldica porta sempre: appartenenza a un luogo, a una storia, a una famiglia. Le figure sono disegnate come silhouette piene, con una texture granulosa che le sporca e le rende materiche, lontane dalla pulizia dell'illustrazione digitale.
Il bestiario tiene insieme il fantastico e il territorio. Ci sono creature immaginarie e animali di bosco, e nessuna somiglia alle altre. Chi compra la stessa birra due volte la ritrova dall'animale, senza leggere il nome.




